2f6f7f72 3dd6 4a4b a3ff 1a78816aee7f

Oltre cinquanta progetti di cooperazione allo sviluppo, decine di volontari impegnati, centinaia di sostenitori: sono solo alcuni numeri di Iscos Lombardia, che in questi giorni festeggia i 30 anni di attività per la promozione del lavoro dignitoso, lo sviluppo sostenibile, il rispetto dei diritti umani e associativi, le libertà fondamentali e la giustizia sociale. “Promuovere la crescita della società civile e dei sindacati come strumenti di democrazia e perseguire obiettivi di sviluppo economico, politico e umano condivisi sono da sempre le proposte Iscos e Cisl per un mondo più giusto e in pace – ricorda Miriam Ferrari, presidente Iscos Lombardia -. Gli effetti perversi della globalizzazione sono purtroppo sempre attuali e la nostra motivazione è oggi più forte che mai. Si rinnova ogni giorno nell’impegno concreto per il sostegno alla crescita delle organizzazioni della società civile e di movimenti sindacali forti e rappresentativi, oltre che il miglioramento delle condizioni economiche e sociali delle popolazioni coinvolte nei nostri progetti”. E quale miglior modo per celebrare un anniversario importante che ricordare i progetti realizzati e soprattutto gettare le basi per nuove iniziative? Si è infatti discusso di America Latina, Mozambico, Balcani, ma anche Kurdistan e Niger, ieri pomeriggio nel corso dei panel organizzati dall’ong promossa dalla Cisl per la giornata di festa “Iscos Lombardia, 30 anni nel mondo”, cui ha partecipato anche il presidente di Iscos nazionale, Giuseppe Farina, che nel portare il suo saluto ha sottolineato “questo è il miglior modo per spiegare chi siamo: parlare dei nostri progetti”.

Con il supporto di docenti universitari che da anni si occupano dei Paesi in cui Iscos è stato ed è impegnato, si è fatto il punto della situazione nei diversi contesti, smontando luoghi comuni e stereotipi. “Il Perù non è solo Machu Pichu, non è solo la zona andina. E’ un Paese che ha una costa variegata caratterizzata da un contesto sociale molto complesso, dove le contraddizioni della modernizzazione e le differenze tra ricchi e poveri si toccano con mano”, ha detto Irina Bajini, docente dell’università Statale di Milano.Con Cristiana Fiamingo, docente dell’università degli Studi di Milano, sono stati approfonditi i temi dell’Africa australe, mentre Francesco Vietti, dell’università Bicocca, ha illustrato il progetto di formazione “Geco” in Albania, sottolineando l’eccezionalità del caso albanese. Attenta partecipazione del pubblico anche per la testimonianza dei rappresentanti della comunità curda in Italia.“La situazione del Kurdistan è di estrema attualità nello scacchiere geopolitico mediorientale e rappresenta la situazione di un popolo diviso attraverso più stati – spiega Marta Valota, direttrice Iscos Lombardia -. Abbiamo pensato fosse interessante proporre ai nostri ospiti una riflessione insieme ai rappresentati della comunità curda italiana su cosa significhi sentirsi popolo senza uno stato geograficamente e politicamente riconosciuto”.

A conclusione dei panel, prima che si aprisse la parte ludica della festa, con la serata di musica, cibo etnico, pesca solidale, è intervenuto il segretario generale della Cisl Lombardia Ugo Duci, che ha sottolineato l’impegno del sindacato lombardo nell’investire sui giovani. “La squadra di Iscos Lombardia vede i giovani protagonisti e sta portando avanti un grande lavoro nei paesi del sud del mono e non solo – ha detto Duci – la Cisl Lombardia proseguirà nel suo sostegno all’ong e alle attività internazionali per dare prospettiva e concretezza all’obiettivo di un futuro migliore per tutte le popolazioni del mondo”. “Iscos è lo strumento della Cisl per tramutare in azione concreta – ha aggiunto – il valore della solidarietà, in coerenza con i nostri principi fondanti”.

Fonte: Ufficio Stampa Cisl Lombardia