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"Rafforzare gli strumenti di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per uno sviluppo sostenibile" questo l'obiettivo numero 17 delle Nazioni Unite inserito nell'agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, il programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU.

 

 

 

"Oggi è necessario approfondire i tanti volti del partenariato a cui si riferisce questo obiettivo" dice Gemma Arpaia di Iscos intervenendo al convegno che si è svolto presso la Fondazione Eni di Milano in occasione della seconda edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile. "Tutti gli attori, aziende, governi, produttori e consumatori, devono giocare il proprio ruolo nell'implementazione degli Obiettivi di Sviluppo sostenibile ma gli attuali squilibri di potere nella distribuzione favoriscono oggi le aziende più che i produttori più deboli e questo può costituire un problema rispetto al raggiungimento degli obiettivi ONU. Se invece in futuro anche attraverso la cooperazione si riuscirà a dare ai piccoli agricoltori e ai lavoratori la capacità di partecipare in modo paritario ai mercati, i benefici saranno condivisi su scala più vasta".Fino all'86% del valore di una catena di distribuzione oggi va a finire ai marchi e alla rete commercialeE' Anna Puccio di Accenture a raccontare le buone pratiche di partenariato tra profit e no profit: "E' nata da poco Trame italia, un'impresa sociale sviluppata con Fondazione Accenture per favorire la rete dei territori sul tema del turismo consapevole e sostenibile in tutti quegli itinerari diversi dai centri di attrazione. E' stata fondata un'impresa sociale nell'ambito della sostenibilità del territorio. Una crescita economica che valorizza il bene culturale e territoriale oltre che lavorativo. I soggetti partner sono privati, una start up digitale, un' associazione di valore storico e diversi imprenditori. Un esempio di come un partenariato vasto ed eterogeneo possa portare a risultati importanti."Il nostro Paese nei confronti dell'Agenda 2030 e degli obiettivi di sviluppo sostenibile non è all'anno zero. Rispetto a un anno fa, infatti, l'Italia ha compiuto diversi passi avanti disponendo di una Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile ancora da completare ma che comunque abbraccia tutti gli obiettivi dell'Onu. E' stato poi lanciato un piano di rilancio dell'educazione allo sviluppo per le nuove generazioni e creato uno strumento di sensibilizzazione e mobilitazione della società civile che è appunto il Festival a cui ha preso parte anche Iscos quest'anno. L'impegno a rispettare e portare avanti l'agenda 2030 e' poi assunto dia in ambito pubblico che privato: le aziende da un lato, i comuni e le città metropolitane dall'altro."Come abbiamo dimostrato oggi, le buone pratiche su partenariati diversi e ampi esistono, questo significa che lo sviluppo sostenibile non è sostenuto esclusivamente da fondi pubblici, anzi. Ampliare la partnership per promuovere un modello di sviluppo più giusto ed equo non solo è un obiettivo che come Paese ci siamo impegnati a raggiungere ma è anche una sfida per la cooperazione italiana".